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By Celio Magno

Deh, perché avien che noi crudel consume

il tempo, s'è, qual noi, del ciel figliuolo?

Né spuntar possa umana forza o dolo

degli occulti suoi strali il duro acume?

Lasso, ho già sparso il crin di bianche brume

col dolce amico, e seco al fin me n' volo;

e 'l gioir nostro ognor si turba al duolo

che di smembrarsi l'un da l'altro assume.

Ma se certo è 'l morir, dee consolarmi

che i nomi giunti almen, com'ora i cori,

vivran nel canto onde a lui piacque ornarmi;

e ch'io pinto non men ne' tuoi colori

securo vo, di seco eterno starmi

a l'ombra ancor de' tuoi famosi allori.