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By Antonio Tebaldeo

Tu me conforti pur che ad Angel scriva,

la cui harmonia in terra e in ciel rimbomba:

a me bisognaria più chiara tromba,

la mia è mortale e la soa voce è diva.

Congionger vòi il salice a l'oliva

e la cornice a la bianca colomba:

Angel traria cantando un huom di tomba,

io non movrei una persona viva.

Icar non son, che con le finte piume

cerchi volar; io non son Marsia audace,

né quel che ardendo ruinò nel fiume.

Ad Angel tu dirai che assai mi piace

de ritrovarme in gratia a un tanto nume,

ma che dove sia il cigno il corbo tace.