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Timide pecorelle e fuggitive,
Che dal lupo scampaste in sull'Aurora,
Quando sbucando da quell'antro fuora
Corse rapace queste belle rive;
Voi già non foste di soccorso prive
Contro il crudel, ch'uccide e poi divora,
Ché molossi e pastori unir'si allora
E voi tutte serbaro intatte e vive.
Lasso! ma dacché l'ire a lacerarmi
In me rivolse il fiero Amor rapace,
Grido mercé, né v'ha chi cerchi aitarmi;
E la stessa ragion pur dianzi audace,
Non che accorra al periglio e prenda l'armi,
Ma il danno vede, e sel comporta, e tace.