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O che col rauco suon s'odano i grilli
salutar la stagion fosca notturna,
o che i galli la face aurea diurna
richiamin poi con gl'importuni strilli,
da che sparge i suoi sonni almi e tranquilli
la notte, infin che la sua gelid'urna
versa l'Aurora lucida et eburna,
altro giamai che te non chiamo, o Filli.
Filli te chiamo, e te chiamando agogna,
quando chiudo la mandra e quando l'apro,
il bruno toro e 'l candido giovenco.
Veduto ha spesso il mio fidato elenco
al pianger mio, perché 'l credean sampogna,
trar balli e far tenor l'agnella e 'l capro.