347

By Antonio Tebaldeo

Di gran periglio son le grandi imprese!

De ciò Phetonte et Icaro fan fede:

questo, perché a imitar gli ocei se diede,

quello, perché del padre il carro ascese.

E a me del troppo ardir che 'l cor mio prese

non men doglioso fin nato si vede:

ché, se a l'antica auctorità si crede,

il fulmine un, l'altro il sol caldo offese,

me la fiamma de Amor che assai più incresce.

E se l'un cade in mar, l'altro nel fiume,

dentro a una acqua cadi io che ognhor più cresce.

Né importar vòl quel carro e quelle piume

altro se non che chi del suo grado esce

convien che alfin in pianto si consume.