349)

By Auteur inconnu

Angioli, o voi, che alla gran Donna accanto

Pronti vegliaste, e allor che nacque, e allora

Che dolce crebbe e nobil feo dimora

Di Parma entro i bei chiostri e in quei di Manto,

Dite com'ella visse e come un santo

Cibo vital nodrille il seno ognora

E come al Cielo alto levossi ancora,

Quantunque involta nel corporeo ammanto.

Dite in un qual morio, quali faccelle

Nella sua tomba estinse, e come poi

Cambiar indi le seppe in auree stelle.

Le sue sien note alme virtudi e i suoi

Portenti illustri. Ah, che il cantar sì belle

E mirabili cose opra è da voi.