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Angioli, o voi, che alla gran Donna accanto
Pronti vegliaste, e allor che nacque, e allora
Che dolce crebbe e nobil feo dimora
Di Parma entro i bei chiostri e in quei di Manto,
Dite com'ella visse e come un santo
Cibo vital nodrille il seno ognora
E come al Cielo alto levossi ancora,
Quantunque involta nel corporeo ammanto.
Dite in un qual morio, quali faccelle
Nella sua tomba estinse, e come poi
Cambiar indi le seppe in auree stelle.
Le sue sien note alme virtudi e i suoi
Portenti illustri. Ah, che il cantar sì belle
E mirabili cose opra è da voi.