35 (192)
Del cieco Amor, che sovra ogn'arte maga
Incanta i sensi, e cuopre al ver la faccia,
Tre lustri ha, ch'io mi tolsi, e vado in traccia
Di più salda beltà, che l'alma appaga.
Pur ei la mente accorta, e d'altro or vaga,
Sovente assale, e 'l buon desire agghiaccia;
E, perché il finto suo piacer le piaccia,
L'orror nasconde dell'antica piaga.
Ahi, che giurò quel fier nemico, ed empio
Veder mie forze di sua man disfatte,
E altrui me far del suo potere esempio.
Ma se in vil ozio egli i men forti abbatte,
Segua il suo stile; io sosterrò lo scempio:
Ché si dé' coronar sol chi combatte.