35 (237)

By Auteur inconnu

Venti perversi, inesorabil onda

Volgon la Nave mia per l'Oceano

Di questa Vita misera, che invano

Tento addolcir, così d'amaro abbonda.

Ma bench'Io più non speri aura seconda,

La qual mi rende il cammin dolce e piano,

Non farò co i lamenti, e 'l pianger vano

La mia tempesta altrui grave o gioconda.

Veggiami innanzi omai naufragio, e morte:

Non mi duol, né mi sdegno, e in mar turbato

Posa la mente mansueta e forte;

Ché se nel Cielo esser non puossi errato,

E se dal Ciel proviene umana sorte,

Folle è colui che non consente al Fato.