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Sotto mi cadde quel Destrier feroce,
Che per dirupi ahi mi guidò nel corso:
Misero! e a me non giova e a lui non nòce
Scuoter la destra, orch'egli ha infranto il morso.
Ei giace, e morde il suolo; io nell'atroce
Periglio piango, tal che a Tigre, ad Orso
Farei pietate; e spingo alto una voce,
Che il Ciel percuota, e vorrei pur soccorso.
Ma se t'invoco, orché giacendo io manco,
Non mi soccorrer, no: chiudi la porta,
Gran Dio, del Cielo a' miei sospir' pur anco,
Ché se risorgo, io non ho fren, né scorta;
E senza il freno, e con gli sproni al fianco,
Signor, chi sa dove il Destrier mi porta.