35 (326)

By Auteur inconnu

Sotto mi cadde quel Destrier feroce,

Che per dirupi ahi mi guidò nel corso:

Misero! e a me non giova e a lui non nòce

Scuoter la destra, orch'egli ha infranto il morso.

Ei giace, e morde il suolo; io nell'atroce

Periglio piango, tal che a Tigre, ad Orso

Farei pietate; e spingo alto una voce,

Che il Ciel percuota, e vorrei pur soccorso.

Ma se t'invoco, orché giacendo io manco,

Non mi soccorrer, no: chiudi la porta,

Gran Dio, del Cielo a' miei sospir' pur anco,

Ché se risorgo, io non ho fren, né scorta;

E senza il freno, e con gli sproni al fianco,

Signor, chi sa dove il Destrier mi porta.