35 (365)
Caro Arboscel, che, d'alti faggi a scorno,
Piantai l'altr'ieri in questa piaggia aprica,
Perché col nome in sulla scorza amica
Del Farnese Fanciul ten gissi adorno:
Ecco che d'acqua in vece, a te d'intorno
Spargo rivi di pianto. A gran fatica
Cel diede, indi 'l rapì sorte nemica,
Ratto così che appena ei vide il giorno.
Pur cresci, Arbor gentil, che mai negletto
Tra le piante d'Arcadia esser non puoi,
Dappoiché fosti a tanta gloria eletto.
Cresci, che alfin, per dare a' tronchi tuoi
L'altero onor di Regio nome, aspetto
Dalla stirpe immortal novelli Eroi.