35. La mia amorosa mente.
La mia amorosa mente
quando voi, bella, sente
non pò in altro pensare
se non di voi, Più-gente,
tanto siete avenente
e d'amoroso affare.
Però, bella, mi pare
così vedere voi
come fosse una gioi
tutta a voi simiglianti,
che mi giochi davanti.
Disio è pensamento.
L'amoroso talento
m'adobla li tormente,
e, poi che m'adormento,
creomi avere abento.
Risguardami la mente
e dicemi in dormente:
" dolente, non dormire,
levati e va vedire,
chè nullo amor s'aquista
se no per dolze vista ".
Rilevomi infiammato,
ch'al sonno fui tentato
d'amor che mi soduce;
e, poi ch'eo fui isvegliato,
rivolsimi in quel lato
là 'nde venia la vuce,
e parsemi una luce,
che lucea quanto stella.
La mia mente era quella,
ch'al sonno mi tentava
di voi, bella, ch'amava.
Perdut'ò lo dormire
disïando vedire,
bella, lo vostro viso.
Dunqua, posso ben dire
che m'à fatto 'nfollire
Amor, che sì m'à priso;
e poi con dolze riso
quando voi mi sguardate,
così m'aluminate,
che mi torna in dolzore
lo mal ch'agio d'amore.
Così mi traie Amore
lo spirito e lo core,
madonna, in voi amando;
inver lo mio sentore
li oc<c>hi mei di fore
m'auzidono sguardando.
Adunqua dico intando:
" son quello che lo fici ".
Amor perchè lo dici:
" io, che t'alluminai,
or ti difendo ormai ".