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Oh se quello mirar fosse permesso
Lume immortal, che dentro te risiede,
Ben si vedria che quanto fuor si vede
È dell'interno te debil riflesso.
Ma se ad occhio mortal non è concesso
Giunger dell'Alma alla più ascosta sede,
All'esterna beltà convien dar fede,
Che fuor n'addita quel c'hai dentro impresso.
Tempio sei tu d'un invisibil Nume,
Nume, che te d'ogni virtute esempio
Al Mondo rende e d'ogni bel costume.
Sia un cuor leggiadro o sia villano ed empio,
Forz'è che tratto da sì vivo lume
Il Nume adori in vagheggiarne il Tempio.