351

By Alessandro Sforza

Hor che fai, alma trista, e a che pur pensi

In questa sola donna, anzi sol strale,

Che fece al cor la piaga aspra e mortale,

Privandomi del ben di tutti i sensi?

Tutto il tuo tempo cum Amor dispensi

Pensando e suspirando del tuo male,

E non ti accorgi hormai che poco vale

Chiamar mercede a chi pentir non viensi,

E tu sai ben che fuor d'ogni speranza

il tuo pentir già mai, sì dal ciel dato

Sempre sequir costei ti fu per sorte.

Hay! piangi adunque cum equal bilanza

Del tuo e mio tanto doloroso stato

Ove è il tuo eterno male e la mia morte.