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By Auteur inconnu

Tra i lascivi piacer' dell'empia Armida

Giace in ozio avvilito il buon Rinaldo,

Ed ei, ch'in guerra fu sì ardito e baldo,

Or torpe in sen d'una fanciulla infida.

Ma il Ciel, che 'l serba a maggior' opre, guida

A lui per strade ignote il forte Ubaldo,

Che collo scudo adamantino il saldo

Incanto rompe e il neghittoso sgrida.

Lo sgrida, e desta nel feroce petto

La sopità virtù, che omai non lenta

Dell'amoroso error lascia il ricetto.

Così ragion lo scudo a me presenta,

Ov'io mi specchio, e il cuor l'orrido aspetto

Del suo passato amor fugge e paventa.