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By Torquato Tasso

Or che la nave mia

va per l'onde d'amor, di gelosia,

il mar sempr'è turbato

che del mio pianto...;

colma va dei desiri,

sono remi i pensier, venti i sospiri;

è la vela il mio core,

e i naviganti son Speme e Timore.

Lunge mi veggo il lito,

il mio lume, il mio sol anco è sparito;

ed al governo siede

Amor, che non ha legge e non ha fede:

talché, se rompe a scoglio

o s'affonda nel mar, di me mi doglio,

che fui pur troppo audace

cagion che spesso il cor sospira e tace.

Donna, non sol tu m'hai ferito il core,

tu che sanarlo puoi

con un sol sguardo de' begli occhi tuoi,

ma per maggior tormento

vuoi ch'io taccia il dolor ch'io provo e sento.