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Mirtilo, entrasti mai per l'auree soglie
Dell'Anglico Archimede a veder quella
Ingegnosa mirabile novella
Macchina, che all'antiche il pregio toglie?
Scorgesti tu, quando nel grembo accoglie
O Passere o Usignuolo o Rondinella,
Che il misero Augellin sen muore in ella,
Se d'aria avvien che a forza altri la spoglie?
Tale accader sventura all'Alma io scerno,
Che viva ognor mi siede in mezzo al core,
Macchina illustre del gran Fabbro eterno.
Questa, se per mia colpa il santo Amore
Sua dolce aura a sé tragge, o nel suo interno
Vòto ne resta il cuor, questa sen muore.