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Amor, che di possanza, ingegno e arte
Gli uomini in terra e gli dei in ciel avanzi,
Hor mi convien dinanzi
A te ricorrer per doctrina e norma,
Perché non lice ad huom parlar sì inanzi
De la beltà che solo in cielo ha parte,
Né di scriver in carte
Se non a Colui dal ciel che prende forma;
Al mio soccorso il tuo valor non dorma,
Ché parlar possa il cor quanto entro sente,
Benché cum mille lingue io mai potrei.
A l'intellecto, al stil, ai versi mei
Apri la vena, come dolcemente
Apristi al focho ardente
Che al spirto insegnò quel che in sé non vede:
Amor, altro non chiede
El mio disio, ch'or è senza consiglio,
Che di costei cantare a cui me appiglio.
Io dico d'una donna, anzi d'un sole
Ch'ogn'altro lume spegne al suo splendore,
Ove si posa Amore,
Honestà, lizadria, belleza e gratia,
Unde escon razi di natura e ardore
D'accender ad amar chi manco sòle,
Sì che ciascun la cole
Per diva in terra e di lei mai si satia
E che sì dolcemente ognhor mi stratia,
Sequendo di begli occhi il vago lume
Che scorge i mie' disiri ad hora ad hora,
A quel che mi distruge e inamora,
Alzando i miei pensier, vita e costume
Cum le dorate piume
Cum quale impennò Amor il fiero strale
Che dolce fe' e mortale
La piagha che mai salda e più mi piace,
Sperando in lei trovar eterna pace.
Felice valle, colle, terra e loco
Ove madonna vive, alberga e regna
Cum triumphale insegna
Da far minor Diana in terra e in cielo!
Felice l'Arno e l'aqua in cui si degna
Bagnar el lieto viso unde uscì el foco
Ch'ormai, a pocho a pocho,
Celato m'ha consumpto e che mal celo!
Felice giorno sotto il bianco velo
Che d'or le treccie mostrò al mio pensero,
Ov'io mirando prendo tal speranza
Che spesso eguaglia il gran disio che avanza,
Gustando l'alma ogni piacer intero.
O felice sentero,
Che scorse a tanta luce la mia vita,
Che ardendo ognhor me invita
A degno honor, a gloriosa fama,
Che sempre di madona il nome chiama!
Questa lizadra dona, honesta e bella,
Di cui ardendo parlo, canto e scrivo
Dal mondo ha tolto e privo
Se non di lei parlar ogni altra voglia.
Lasso! che gli occhi mei son facti un rivo
Di lacrime, pian pian pensando in ella,
Come solinga quella
Che fabrica e risana ogni mia doglia
E sola che mi veste il cor e spoglia
Di pensier, di speranza e di piacere.
El disio alzando, ove salir non spera
Sola mi rege, affrena, sprona e impera
Costei e tempra ogni alto mio volere,
El parlare e il tacere
Del cor, de la mia lingua e di lei sola,
Da cui ciaschuno invola
Manier, costumi e il viver più che humano,
Sola mostrando el bel lito toscano,
Del parlar dolce e del suave accento
Di questa il cui exemplo l'altre indona
Ciaschuna che sia donna,
Sì pasce di dolcezza: io sol ne moro,
E l'angelico canto di madona
D'accender ogni cor, ch'è d'amor spento,
Fa dolce il mio tormento
Sì che, tremando, io ardo e più l'adoro,
E quanta più mercede ardendo imploro
Cotanta a sua pietà più il cor si snerba:
Mia guerra e pace, dolce vita e acerba
Nel fronte di Madonna aperto io vegio;
Così mia stella vole, altro non chiegio.
Che farmi, Amor, puoi pegio
Oimè! di sua presentia che privarme
Per più tuo honore e per minor mia pena,
E per mia sola morte il colpo mena.
Se quanto il cor mi detta alzar potesse
El stil che è, da sì, debil, lento e basso,
Farei un cor di sasso
Di dolceza e pietade arder tremando;
Ma spero ancora a l'amoroso passo
Traranno i versi e le mie rime spesso
Madonna e poi con esse
Versar lacrime forse odendo e amando.
E di lei sola andrò sempre cantando,
Sfocando in parte il cor che dentro parla
Quel che tacer convien e dentro arde,
Né mai fian le mie voglie pigre o tarde.
In sequirla sperando e in amarla
Lasso! che di chiamarla
Già mai fia stancha la mia lingua e voce
E cum le mie braccia in croce
Mercé sempre chiamando in fin che al pianto
Serà porta pietà dal viso sancto.
Canzon, tu sai ben quanto a ti s'aspecta,
Cerchar perdon del tuo arrogante stile
Sol per soperchia voglia troppo ardito;
Però a quella ne va ove è infinito
Amor, pietà, mercede e gratia humile
E sai che 'l cor gentile
di clementia illustre e di perdono
E digli che qua sono
Un corpo ignudo e là el spirto è seco,
ov'io la vegio sempre e qua son ceco.