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Né per l'auree sue piume altero splende,
Né per l'Arabe selve avvien ch'ei vole
Quell'Augello dall'ali uniche e sole,
Che sol nel nome oggi immortal si rende.
Non fa di aromi il rogo e non l'accende
Col dibatter sé stesso incontro al Sole,
Né di sé stesso e genitore e prole
Dalle ceneri sue vita riprende.
Ben egli è ver che lieta oggi ten vai,
Ninfa, all'alta tua Croce, e il cuor vi lasci,
E spine raggruppando il rogo or fai,
E che ogni pompa avviluppata in fasci
Sopra lui stendi, e d'un gran Sole a i rai
Muori intrepida al Mondo, e al Ciel rinasci.