357)
Quella, ch'ambe le mani entro la chioma
Pose a ogni Regno in pria disciolto e franco,
E seco trasse ognun pallido e stanco,
Nobil dappoi trionfatrice in Roma,
Quella stessa vegg'io, ch'or vinta e doma
Sen giace a piè d'un ostil carro, ed anco
Porta gemendo il real collo e il fianco,
Gravi d'ingiuriosa e ferrea soma.
Né vien già da un estranio invido stuolo
Tale oltraggio crudel, ch'io allor potrei
Dirlo vendetta e sofferir men duolo:
Ma l'Ozio, la Discordia, e cento rei
Vizj sul Carro io veggio, e questi solo,
Questi e non altri trionfar di lei.