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By Auteur inconnu

Incauto Peregrin, cui nel cammino

S'opponga angusto rio largo un sol passo,

Quando appunto a varcarlo ha il piè vicino,

S'arresta, e dice: "Il varcherò più abbasso."

Ma giunto alfin dove tra sasso e sasso

Si dilata in torrente, afflitto e chino

Mira il rio non più rio: stupisce, e, lasso,

Dà delle sue follie colpa al destino.

Tal io d'Amor gli aspri perigli e rei

Superar già potendo, or doglia e scorno

Ho di più non poter ciò che potei.

Veggio, come un torrente, a me dintorno

Crescer la piena degli affanni miei,

Né a me più lice indietro il far ritorno.