35)
Incauto Peregrin, cui nel cammino
S'opponga angusto rio largo un sol passo,
Quando appunto a varcarlo ha il piè vicino,
S'arresta, e dice: "Il varcherò più abbasso."
Ma giunto alfin dove tra sasso e sasso
Si dilata in torrente, afflitto e chino
Mira il rio non più rio: stupisce, e, lasso,
Dà delle sue follie colpa al destino.
Tal io d'Amor gli aspri perigli e rei
Superar già potendo, or doglia e scorno
Ho di più non poter ciò che potei.
Veggio, come un torrente, a me dintorno
Crescer la piena degli affanni miei,
Né a me più lice indietro il far ritorno.