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Perché barca io non ho, né rete allargo
Per mar profondo, ma soletto e gramo
M'alberga un sasso, e vo talor sul margo
Dove i pesci minuti aspetto all'amo,
Foloe, per cui d'Amor bevvi letargo,
Foloe non m'ode oimè, quand'io la chiamo;
Foloe non vede il lagrimar ch'io spargo;
Foloe m'abborre più quant'io più l'amo.
Deh voi, Nereidi, dall'azzurre chiome,
E Oreadi voi, che qui v'uniste al ballo,
Onorando il mio canto, e il suo bel nome,
Ditele come anche il gentil cristallo
Celasi in grembo d'aspre rupi, e come
Giù nel fondo del mar vive il corallo.