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By Auteur inconnu

Bella Jella donzelletta

Candidetta,

Che trapassi il latte e il giglio,

E l'avorio, e la vezzosa

Bianca rosa

Sparsa alquanto di vermiglio,

Spiega spiega il bel tesoro

De' crin' d'oro,

Ma dell'or più fini e biondi,

Che per gli òmeri e pel petto

Tumidetto

Lieto cada e dolce inondi.

Spiega spiega le gemelle

Chiare stelle,

Animato azzurro fino;

Spiega spiega le gotuzze

Morbiduzze,

D'ostro sparse oltramarino.

Spiega spiega i leggiadretti

Rubinetti

De' bei labbri auriloquaci,

Ove stan colombeggiando

Vezzeggiando

Mille Amor' con mille faci.

Ma qual mai del tuo bel viso

Improvviso

Raggi altier' gli occhi mi fiede!

Egli è intenso, e sì gagliardo

Che il mio guardo

No 'l sostiene, e vinto cede.

No 'l sostiene, e si contrista

La mia vista,

Che vorria pur vagheggiarti,

E, qual talpa in faccia al Sole,

S'ange e duole

Che men bella abbia a bramarti.

Dunque scema al bel tesoro

De' crin' d'oro

D'arte i pregi, e di natura;

Parte almen dalle gemelle

Chiare stelle

Dell'ardor toglier proccura.

Alle gote siasi Aprile

Men gentile

In donar suoi vaghi fiori;

In su i bei labbri ridenti

Men possenti

Sien le faci degli Amori.

Ma che parlo! ahi, ché divino

Per destino

È quel bel che in te risplende.

Far suggetti i pregi suoi

Tu non puoi

Al rigor d'aspre vicende.

Tra la gioia e tra il contento

Egli è spento

Dunque il mio lieto desire?

E tra il riso e tra il diletto

Son costretto,

Nuovo Tantalo, a languire?

Ah ben tosto fia che morte

Mi conforte,

Morte — ahimè — che sola il puote,

Ed allor si legga, ahi lasso,

Sul mio sasso

L'aspro caso in queste note:

“Qui sen giace un che morio

Di desio,

Né l'uccise iniqua stella,

Ma una vaga candidetta

Donzelletta,

Sol perché fu troppo bella.”