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By Celio Magno
O signor mio benigno,
o redentor di questa miser'alma,
accetta il buon volere
di me, tuo servo umìle.
E qualor questi sensi infermi e frali
traboccano al peccar, tu mi sostenta,
con la pietosa man de la tua grazia.
So molto ben che tutte
l'orazioni mie, tutti i digiuni
e quanto in gloria tua penso ed adopro,
è nulla, s'io riguardo a quel ch'io debbo.
Ma s'io mi volgo, come ognor m'inviti,
a l'infinita tua somma bontate,
spero de le mie colpe ancor perdono.
E che fatta per te d'indegna e brutta
quest'alma degna e bella,
quando a te piacerà trarla di questo
carcere a lei noioso,
fia chiamata nel cielo a goder teco
del gaudio e de' tesori
che doni a' servi tuoi più cari e fidi
in quella vera e sempiterna vita.
Pater noster, qui es in caelis, sanctificetur.
Ecco il padre Bernardo,
uom tra noi d'essemplare e santa vita,
e prior degno del suo monastero.
Buon giorno, padre.
Dio ti sa lui figlio.
Ove ne vai così per tempo?
Io vado
per udir messa al monasterio vostro,
oggi ch'è festa; e parmi aver sentito
il terzo segno.
Come, 'l terzo? Ancora
non è sonato il primo.
A me pareva
d'udirlo; ma per dirvi il ver, ier sera
feci vigilia, e non gustai boccone
benché n'avessi voglia; e questa notte
poco ho dormito: onde or fame rabbiosa
fa ch'io vaneggio ed erro.
Parendomi sentir campane e trombe,
credea spedirmi tosto e tornar tosto
a far collazione a casa mia
ed aspettar per gli altri e desinare.
Bisogna aver pazienzia.
Quanto più scuso in te dopo il digiuno
questo spion natural de la tua fame,
tanto più lodo il fren di riverenza
verso il tuo creator, che a' suoi commanda
che cibo a l'alma dian prima ch'al corpo.
Benedetto sia tu, figliuol mio caro!
Prega il Signor che così buona mente
per tua bontade in te conservi e cresca.
Almen fossi tu stato a la mia messa
da me detta oggi a lo spuntar de l'alba
per mia divozion, come far soglio:
perch'or mangiar potresti a tuo piacere.
Volesse Dio che ciò saputo avessi,
che ci sarei volato
a mezza notte, ancor, non pur a l'alba!
Io paziente sosterrò la fame
finch'abbia udito messa; ma dapoi
non so come potrò soffrirla tanto
ch'arrivar possa a casa.
Fatemi, caro padre, un gran favore:
supplico e prego vostra rebelenzia.
Volentieri. Dimanda, purch'io possa.
Datemi mezzo di quel vostro pane
ch'avete nel carnier, dove solete
portarne ognor, per darlo in elemosina
a qualche poverello; in ogni modo
in tale stato posso anch'io chiamarmi
poverello e mendico.
Riceverollo per l'amor di Dio.
Vo' compiacerti; purché mi prometti
di non toccarlo finché tu non abbi
udito messa prima,
e 'l tuo debito ufficio a Dio pagato:
che sarà solo un differir mezz'ora.
Così prometto.
Eccoti mezzo il pane.
Riponetel voi stesso in questa tasca
con le man vostre, ch'io non vo' toccarlo
finché non oda messa,
sì come io v'ho promesso e 'l dover porta.
Ciò segno è ancor di ben disposta mente.
Porgi la tasca qui: ma guarda bene
che tu m'attenda la parola data.
Sai ben che la promessa
al sacerdote fatta è fatta a Dio.
Siatene certo pur. Mi raccommando
a vostra rebelenzia.
Va in buon'ora.
Quando si scorge in uom semplice ignaro
seme alcun di bontate,
con la dolcezza e col favor si deve
nodrirlo e cura averne;
acciò, quasi novella ed util pianta,
fermi più sua radice,
e più fiorito e più fecondo cresca.
Ma fornir voglio il mio camino e i prieghi
che costui m'interruppe; ancor che 'l tempo
speso con lui non fu senz'alcun frutto.