361

By Alessandro Sforza

D'angosciosi suspiri un crudo vento

Uscì dal pecto mio, che mortal segno

Fu di mia vita, anzi fu arra e pegno

Di mia futura morte, che al cor sento,

Quando viddi Madonna, che mai allento,

Celarsi a la mia vista, che sustegno

Fu in alto mar del mio sì debil legno

E che hor dagli occhi mei il lume ha spento.

Ah! dura sorte, ah! miserabel caso

Che in picciol spatio in sì brieve hora fai,

Quando il viver più piace, amara morte!

Almen fusser mie pene e tutti i guai

Meco a quel punto sotterrate e morte

Ch'io non sia sempre in pianto qua rimaso.