36

By Battista Guarini

Or che di molli erbette e di viole

con gli amoretti in sen fecondo e novo

s'apre l'anno a' mortali, anch'io rinovo

le rime e 'l canto e la mia interna prole.

Ma quando penso a la beltà che suole

far lieto il mondo, e fuor di lui la trovo

torno a gli accenti lagrimosi e provo

che solo è primavera ov'è 'l mio sole.

Così piangendo avrò perpetuo il verno,

poi che loco la 'nvola a i desir miei,

di cui men duro è da placar lo 'nferno.

Ma stia pur chiuso ogni mio ben con lei,

che, s'ivi fosse il mio sepolcro eterno,

eterna vita in quel sepolcro avrei.