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Or che pien d'un magnanimo desio
A sottoporre il tuo Germano ha preso
Il dorso invitto all'onorato peso,
Che a' merti suoi l'alto CLEMENTE offrio,
Ed or ch'egli è, fuor del gentil natio
Almo suo nido, al gran cammino inteso,
Ogni bella virtù col volto acceso
D'eccelsi rai già lui seguir vegg'io,
Ma non così che ottenebrate e prive
Ne restin quinci e se ne dolgan poi
Del tuo Veneto Mar l'inclite rive,
Perocché tanta entro gli alberghi tuoi
Luce in te resta, o saggio Arcandro, e vive,
Quanta è quella che alluma i passi tuoi