364)
Quando lasciò del suo Ticin la sponda,
Su cui l'estinto Maggi egra piangea,
Qui giunse, ove il real mio Fiume innonda,
Clio lagrimosa, e in guisa tal dicea:
"Or che cercando io vo quella feconda
Virtù, che nel mio Carlo albergo avea,
Chi per pietà m'insegna ove s'asconda
Quest'alta di valor gentile idea?"
Io, che posava allor su queste amene
Piagge, lieto pensando al tuo bel canto,
Che il Mincio più sonoro a render viene:
"Sul Mincio", io dissi, "a un nuovo Carlo accanto
Vanne, e colà ritroverai quel Bene
Che cerchi." Andò la Musa e terse il pianto.