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By Auteur inconnu

Piantò già buon cultor vigna diletta

In piaggia aprica, e quindi sassi accolse,

E torre in mezzo alzovvi, e in alta e stretta

Siepe i suoi fianchi d'ogn'intorno avvolse.

A lei più volte, onde raccor l'eletta

Uva sperò, l'amica man rivolse,

Ma sol lambrusca alfine aspra e negletta,

Di sue fatiche indegno frutto, ei colse.

Or tosto fia che la distrugga, e renda

Odiosa, incolta, e intorno a lei di spine

Orrida messe a disertarla ascenda.

Fia che a lei l'acqua e le feconde brine

E i benigni suoi raggi il Ciel sospenda:

Queste aspetti l'ingrata alte ruine.