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Allor che son più solo, e che non sento
Altri che l'augelletto, altri che 'l rio,
Pensier dolce m'assale, e in un momento
Tutto mi prende e mi conduce a Dio.
Ma mentre in quel bel lume eterno intento
Con incendio soave il desir mio
Si strugge, e pien d'insolito contento
Ciò che piace quaggiù pone in obblio,
Ahimè, mi lascia; ond'io mi scuoto e, i mesti
Lumi volgendo, mi rimango eguale
A chi, sognando alto piacer, si desti.
E men vo tra la gente in vista tale,
Che in fronte legger mi poria: "Già questi
Si visse in Ciel, ma poi tornò mortale."