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By Torquato Tasso

Odi, Filli, che tuona; odi che 'n gelo

il vapor di lassù converso piove;

ma che curar dobbiam che faccia Giove?

Godiam noi qui s'egli è turbato in cielo.

Godiamo amando, e un dolce ardente zelo

queste gioie notturne in noi rinnove;

tema il vulgo i suoi tuoni, e porti altrove

fortuna o caso il suo fulmineo telo.

Ben folle ed a se stesso empio è colui

che spera e teme, e in aspettando il male

gli si fa incontro e sua miseria affretta.

Pera il mondo e rovini: a me non cale

se non di quel che più piace e diletta,

ché se terra sarò, terra ancor fui.