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By Torquato Tasso

Aminta, poi ch'a Filli non dispiacque

del medesmo desir mostrarsi accesa,

e ch'ella a questo sol già tanto attesa

ne le sue braccia alfin nuda si giacque,

a lei, che più ch'alcun'altra gli piacque,

dal soverchio piacer sentendo offesa

l'alma felice in sì bel laccio presa,

così languendo disse, e poi si tacque:

"Cogliete, anima mia, quest'alma ch'io

vi spiro in braccio. Ahi, che mi giunge al core,

al core, ahi lasso, un venen dolce e rio!

Io 'l sento, oimè: da queste labbra amore

per troncar la radice al viver mio

in dolcissimi baci il manda fore".