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Sovra cocchio aureo gemmato,
Tra le Muse, in lieto coro,
Io d'alloro
Siedo Auriga coronato.
Ma l'ardor de i fier' cavalli
Or non desto al corso usato
Per le valli,
Dove Alfeo con limpid'onda
Serti Elei bagna e feconda.
Vengo a te, rapido Fiume,
Figlio altier dell'Appennino.
Già vicino
Odo il suon di rotte spume:
Già rimiro i chiari argenti,
Bel Metauro; e al tuo bel Nume
Reverenti
Offro applausi, e lieto il grido
Già sen va di lido in lido.
O felici onde famose,
Care al Genio alto di Roma!
Scossa e doma
Qui l'orgoglio alfin depose
L'Africana armata sorte:
Benché furie procellose,
Stragi e morte
Minacciò, forte rotando
Su per l'Alpi acceso il brando.
Qui d'intorno ombra vagante
Sallo Asdrubale feroce,
Che l'atroce
Fiera pugna ha pur davante.
Vinti e spersi i suoi qua mira,
E là Claudio fulminante;
E s'adira
Che il suo mal fu qui presago
Del gran Fato di Cartago.
Vostro pregio e lode augusta
(Lucid'Onde) è il dir che in voi
Gli onor' suoi
E la spoglia arsa e vetusta
Rinnovò fida al Tarpeo
Schiera d'Aquile robusta:
Poi che feo
Specchio al guardo suo possente
Della Gloria il Sole ardente.
Ma più chiara e più sublime
Nuova lode or per voi splende,
E raccende
Tutta ardor le glorie prime.
Qui pur nacque, e sagge impresse
Orme ALNANO? ALNANO imprime
Non più impresse
Or sul Tebro orme Reali,
Luminose, trionfali.
E per lui, che al Mondo impera,
Del suo Impero ancor maggiore,
Sommo onore,
Somme imprese il Tebro spera.
Che vittorie de i Neroni,
Benché lor virtù guerriera
S'incoroni?
Girne al paro ah non presuma
Con lui Tito, Augusto e Numa.
Nel gran dì, che in soglio assiso
Luce ei crebbe all'ostro e all'auro,
Bel Metauro,
So che April vago improvviso
D'almi fiori ornò tue sponde.
Più ch'Eurota e più che Anfriso,
Di lor fronde
T'adombrar' Lauri novelli,
Sovra cui cantar' gli Augelli.
Tu soave rispondesti
Mormorando; e sì festoso,
Strepitoso,
Glorioso al Mar corresti.
Quivi il musico concento
Raddoppiaro allor ben presti
Cento e cento
Suoi Tritoni, e di coralli
Fiorir' tosto i suoi cristalli.
Godi pur; va' pure altiero
Di tue pompe: e mira or come
D'auree chiome
Ti fer' vago il don primiero
Queste mie leggiadre Muse.
D'Ascra al Fonte lusinghiero
Star son use:
Ma sovente a te dappresso
Le vedrai con Febo istesso.