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By Auteur inconnu

Rivolto al Mar, che del suo molle vetro

Fa specchio ad Etna, e 'l piè le innalga e ingionca,

Il gran Re de' Ciclopi, a cui la tronca

Arbor già d'alta Nave è verga e scetro,

Dopo un sospir, che fé restare indietro

Il rauco suon della cerulea conca,

Uscendo fuor dell'atra sua spelonca,

Così tonò con formidabil metro:

“Se non fia che oggi al pianto mia risponda

L'ingrata Galatea, per doglia insano

Seguiterolla, ancorché in mar s'asconda.”

Disse, e la voce rimbombò lontano:

Mormorar' l'aure, intorbidossi l'onda,

E fuggir' le Nereidi all'Oceano.