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Ninfa cortese
Col gentil dardo
D'un dolce sguardo questo sen ferì;
E poi distese
Verso la piaga
Sua mano vaga, ed il mio cor rapì.
Core infelice,
Povero core,
Con che dolore il suo Signor lasciò!
Or chi mi dice,
Or chi mi addita,
Dov'ella è gita, e dove lui portò?
Già ch'ei sen gio
Fuor del mio seno,
Sapessi almeno ora dov'è, che fa.
Ne chiedo al rio,
Ne chiedo al fonte,
Al piano, al monte, e nulla parte il sa.
Ninfe e Pastori,
Che qui sedete,
Voi lo sapete lo mio cor com'è:
Cinto d'ardori,
Pieno di fede,
Deh chi lo vede lo riporti a me.
Ma, oh Dei, che ascolto!
Odo una voce
Dirmi feroce: “Invan lo cerchi tu:
Clori l'ha tolto,
E Amor sel tiene,
Sei fuor di spene di vederlo più.”