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By Alessandro Braccesi

Venendo ad caso in un prato fiorito,

d'erbette e frondi pien, dolze e soave,

fermai la vista mia, attento a grave,

mirando intorno i loco almo e gradito.

Era il prato ch'io scrivo presso a lito

del fiume di Fetonte, ove la clave

del tirintio baron la gente pave,

qual l'idra e la nemea fiera han sentito.

Vidi nel mezo uno sterile bronco

co' rami del vigor suo privi e scarsi,

fra'quai, quel che parea più seco e tronco,

in un momento si vide rifarsi,

e fiori e frondi e pomi a piè del ronco

produr sì dolci che non può narrarsi.