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Se mai non fu largo perdon conteso
A cor piangente umil, mira, Signore,
Questo, che, scosso di sue colpe il peso,
Sen vola alfin sull'ali a te d'Amore.
Non perché te d'alta vendetta acceso
Ei vegga, i suoi delitti ave in orrore:
Che Ciel, che Inferno? ah per un Nume offeso
Da più nobil cagion nasca il dolore.
Te solo in te, non il tuo bene io bramo;
Né il mio mal temo, e solo i falli miei,
Perché nemici all'amor tuo, disamo.
Né perché m'ami, io t'amo; io t'amerei
Crudele ancor, come pietoso io t'amo:
Amo non quel che puoi, ma quel che sei.