373
Desiando talor ch'alto e in disparte
Dal volgo il nome mio risuoni e viva,
Quando questa di me terrena parte
Del suo breve cammin fia giunta a riva,
L'alte imprese or d'Amore, ora di Marte,
Emulator della gran tromba Argiva,
Io canto, e Fama par che in mille carte
Promessa a me d'eternità già scriva.
Ma come, ahimè, se il tempo ogn'opra oscura,
E indietro a trarne da' suoi cupi abissi
Invan si volgerà l'età futura?
Di me quant'altri e quanto d'altri io scrissi
Coprirà cieca morte, e gran ventura
Fia se alcun giunga a saper sol ch'io vissi.