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By Auteur inconnu

Nel Giardino d'Amor novello amante

Presi già un tempo a coltivar un fiore,

Per cui nutrir versai lagrime tante,

Che ne rimase inaridito il cuore.

Quante volte per lui cangiai sembiante,

Strano gelo temendo e strano ardore,

Quante volte per lui poi risi e quante

Mi fé beato il suo celeste odore!

Ma fosse invidia, che 'l mio ben le dolse,

O perverso tenor di stella ria,

Che tante mie sventure in una accolse,

Rapace man d'ingorda e sozza Arpia,

Quando meno il pensai, ratta mi colse

Il più bel fior della speranza mia.