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By Anton Francesco Grazzini

Io credetti, Stradin, che questa Strata,

che tanto ricordate a tutte l'ore,

fusse una stanza da starvi un signore

agiatamente colla sua brigata.

Ma io faceva una mala pensata,

ché s'ella è dentro, com'ella è di fuore,

Giovanni, io lo dirò con vostro onore,

non vi starebbe un'anima dannata.

Posta vid'io in foggia varia e strana,

fra sterpi e spine, o Cristo benedetto!,

come diresti, una casuzza nana.

Due finestrelle sole ha sopra il tetto,

e l'uscio poi, che par quel d'una tana,

con un monte di sassi al dirimpetto.

Le mura per diletto

son fesse e scalcinate pure assai,

piene di ragnateli e di vespai.

E in cambio di rosai

e di vivuoli, il tetto è tutto pieno

d'erba, che quasi è doventata fieno.

Ma s'io potessi appieno,

come di fuor, vederla tutta drento,

so ch'io farei paura a più di cento.

Chi vuol pien di spavento

vedere un luogo, od una casa orrenda,

da incantarvi i demoni, o la tregenda,

lasci ire ogni faccenda,

e con voi se ne venga, o Consagrata,

a questa villa vostra detta Strata.