375
Io parto, e il vede e non curarlo ei finge
Il crudo, e poi del regno suo le porte
Appena io lascio, che mi segue a morte,
E a ritornarmi in servitù s'accinge.
Mille immondi pensier', mille in me spinge
Empj desir' dalla sua stigia Corte,
E de' miei falli il lungo stuolo e forte
Vi aggiugne, e notte e dì m'incalza e stringe.
Ma qual già verga prodigiosa aperse
Nuovo sentier sul mare al Popol fido
E la persecutrice oste disperse,
Tal veggo a un umil mio dolente grido
Nel divin sangue naufraghe e disperse
Andar colpe e pensieri, e me sul lido.