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By Auteur inconnu

Io parto, e il vede e non curarlo ei finge

Il crudo, e poi del regno suo le porte

Appena io lascio, che mi segue a morte,

E a ritornarmi in servitù s'accinge.

Mille immondi pensier', mille in me spinge

Empj desir' dalla sua stigia Corte,

E de' miei falli il lungo stuolo e forte

Vi aggiugne, e notte e dì m'incalza e stringe.

Ma qual già verga prodigiosa aperse

Nuovo sentier sul mare al Popol fido

E la persecutrice oste disperse,

Tal veggo a un umil mio dolente grido

Nel divin sangue naufraghe e disperse

Andar colpe e pensieri, e me sul lido.