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By Niccolò da Correggio

Se dato è al pesce el respirar ne l'acque,

a li ucelli el volar per l'aria e 'l celo,

e il vivere a le talpe entro la terra,

perché Natura el fa, non par gran cosa.

Ma se Icar perse le incerate penne,

proprio d'omo non è l'andar pel foco.

Amor, che ignudo vive in mezzo el foco

e fa del foco ancor nascer vive acque,

né se abruciano o bagnan le sue penne,

ha questo per virtù data dal celo;

ed io che 'l scio, no 'l reputo gran cosa,

ché i dei non son subiecti a opra di terra.

Stupido resto ben che uno om di terra

como io possa star vivo in mezo el foco,

a lo incendio del qual non dura cosa,

e che da gli occhi mei pioven sempre acque,

e ch'io presuma e creda andare al celo

senza aiuto di scala e men di penne.

Stracca ho la lingua già, mano e le penne

a dir la vita de gli amanti in terra,

che alcun segno non ha felice in celo,

e acceso m'han già a mille doppie el foco

(che asmorzar lo dovrian) del pianto l'acque,

e admirar non mi scio, tanto è gran cosa.

Sotto la luna non si vede cosa,

che, a cognoscerla, ingegno senza penne

non voli o ver non penetri ne l'acque

e non suggiacia a la natura in terra,

salvo che 'l strano mio amoroso foco,

in cui non può Natura e manco il celo.

Alcun si è già somniato andare in celo

e dicto questo (che è mirabil cosa),

che ne la terza sfera è questo foco;

non scio se è ver, ché, non avendo penne,

forte è a volar la su un corpo di terra,

e Fetonte el mostrò, che cadde in l'acque.

Ne l'acque anch'io, quando mi credo in celo

mi trovo, o in terra, ed è mirabil cosa

ch'io voli senza penne e viva in foco.