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By Auteur inconnu

Scesa alfine sul lido: "Amore, or dove",

Ella soggiunse, "il tuo poter non giunge,

Poiché quest'empio sprezzator di Giove

Tocco ha 'l tuo stral vittorioso e 'l punge?

Non più, qual dianzi, a depredar ei muove

Dall'antro suo, né più 'l suo gregge emunge,

Ma sciocco in forme dispiacenti e nuove

L'ispido mento e 'l crin compone ed unge.

Poi chinando sul mar l'orribil faccia,

E si vagheggia, e 'l livid'occhio e rosso

Tergendo va con ambedue le braccia.

Spesso ancor dal villoso irsuto dosso

Svelle ogni pel; ma quanto ei sa pur faccia:

Amar cosa inamabile non posso."