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"Aci, in me solo il tuo gentil sembiante,
Fatto signor de' miei pensieri, alberga,
Né mai verrà che nel mio cor costante
L'invidioso mostro entri e 'l disperga.
Venga pur, e a' miei piè cadendo avante
Tutto di grosse lagrime s'asperga,
O pur, rabbioso e disperato amante,
Qual Etna ardendo e minacciando s'erga:
Sempre egualmente Galatea crudele
Fia che lui fugga e sprezzi, e per te viva
Sempre egualmente Galatea fedele;
Ché mai non fu d'Amor fiamma più viva
Di quella, ond'arde, e alle costui querele
Vie più, qual per gran vento, arde e s'avviva."