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Se cruda è Filli e più s'inaspra al pianto,
Al pianto mio, che romperebbe i marmi,
Faccia l'estremo di sua possa e s'armi
Di fierezza maggior, ché mi do vanto,
Se quel Damone io son celebre tanto
Per la virtù de' miei magici carmi,
Far sì che di rigore or si disarmi
E ratta corra all'amoroso incanto.
Qua la portate, o miei possenti versi,
Ch'io tre volte all'Altar giro l'immago
Stretta a tre lacci di color' diversi,
E tre volte le pungo il cuor con ago.
Qua la portate, o miei possenti versi;
Ma fermate, ch'è giunta, ed io son pago.