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By Torquato Tasso

Non si levava ancor l'alba novella,

né spiegavan le piume

gli augelli al nuovo lume,

ma fiammeggiava l'amorosa stella,

quando i due vaghi e leggiadretti amanti,

ch'una felice notte aggiunse insieme

come a canto si volge i vari giri,

divise il nuovo raggio; e i dolci pianti

ne l'accoglienze estreme

mescolavan co' baci e co' sospiri.

Mille ardenti pensier, mille desiri,

mille voglie non paghe

in quelle luci vaghe

scopria quest'alma innamorata e quella.

E dicea l'una sospirando allora:

"Anima, addio," con languide parole;

e l'altra: "Vita, addio" le rispondea;

"addio, rimanti;" e non partiansi ancora

innanzi al nuovo sole.

E 'nnanzi a l'alba che nel ciel sorgea

e questa e quella impallidir vedea

le bellissime rose

ne le labbra amorose,

e gli occhi scintillar come facella.

E come l'alma che si parta e svella

fu la partenza loro:

"Addio, ché parto e moro!"

Dolce languir, dolce partita e fella!