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By Auteur inconnu

"Ei non però volge ad Amor le spalle,

Ma, come il suo desio l'urta e trasporta,

Ogni più dolce e lusinghevol calle

Tenta, e, sperando, il suo furor conforta.

Or di grossi tartufi ed or di galle

Smisurato monile in don mi porta;

Or di ginestre e di viole gialle

Corona m'offre stranamente attorta.

'Vieni,' poi grida in baldanzoso suono,

'Vieni, ritrosa Galatea: che tardi?

Esci del mar: ve' quanto ricco io sono.

Al tuo bell'Aci or di', per cui tant'ardi,

Se dar ti può sì prezioso dono:

Questo altro è ben, che parolette e sguardi.'"