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By Auteur inconnu

Sebbene i merti tuoi, nobil Donzella,

Chiedean dal Cielo ogni più lieta sorte,

Pur darti non potea benigna stella

Più di quel, che ti diè, degno Consorte:

Ché indarno or fia ch'invida età rubella,

O dispietata inesorabil morte,

Le rose e i gigli al tuo bel volto svella,

O notte estrema a i vaghi lumi apporte.

Ei con cetra gentil, chiara fra quante

Fann'oggi intorno d'armonia gradita

Altamente sonar l'Arcade piante,

Mentre a quei che verranno in carte addita

Le bellezze or dell'alma, or del sembiante,

Potrà serbarti eternamente in vita.