38. Eiusdem ad vetantes sepeliri cadavera
Tu che di nocte me, giovane e sola,
Tra questi corpi sanguinosi hai scorto,
Se di ferro non se', tieni la parola
E a tanta pietà mia non far torto.
Io sono del re Adrasto la figliola:
Lasciami sepelir mio sposo morto,
Poi m'ucidi; e che damno a te resulta
Se in suo scambio io remango insepulta?