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By Girolamo Malipiero

Non così dolcemente aspira l'aura,

ch'al tempo novo suol mover i fiori,

né fan gli augelli allor sì dolci versi,

come pensier soavi dentro a l'alma

move l'amor divin, che i spirti asforza

sfogar il cor con amorose note.

Ma se qui gli amorosi accenti e note

del cor son tali, ch'addolcissen l'aura,

e l'affetto sì grande e di tal forza,

ch'a sé Dio lega con gioiosi fiori,

di quanto più possente amor fia l'alma

nel ciel, e di più ameni canti e versi?

Quanti suoni giocondi in ritmi e versi,

quante divine lode, quante note

de' musici concenti allora l'alma,

che fia beata, sentirà per l'aura

ch'a spasso per li gigli, rose e fiori

la mente moverà con maggior forza.

Qual sì faconda lingua fia, qual forza

d'arte o d'ingegno, ch'in prosa e in versi

esprimer possa quegli ornati fiori

de li sermon di Cristo, e quella note

de la sua voce, che per sì dolce aura

penetra i cor e dona vita a l'alma?

Oh che dolcezza sente allora l'alma,

ch'avendo posto ogni suo studio e forza

ne le virtuti, a volo sopra l'aura

condotta a la mercè con inni e versi

d'angelici stromenti, voci e note,

alberga negli odor d'eterni fiori.

Oh come ameni son que' prati e fiori

per quai ogniora festeggiando l'alma

Dio sommo loda, ma con maggior note

fia di canto vocal, e con più forza

de' spirti, quando con sonori versi

spirerà l'alma al corpo unito l'aura.

Manda l'aura, Signor, e apre i fiori,

e porge i versi del tuo spirto a l'alma,

che per forza d'amor senta tue note.