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Non così dolcemente aspira l'aura,
ch'al tempo novo suol mover i fiori,
né fan gli augelli allor sì dolci versi,
come pensier soavi dentro a l'alma
move l'amor divin, che i spirti asforza
sfogar il cor con amorose note.
Ma se qui gli amorosi accenti e note
del cor son tali, ch'addolcissen l'aura,
e l'affetto sì grande e di tal forza,
ch'a sé Dio lega con gioiosi fiori,
di quanto più possente amor fia l'alma
nel ciel, e di più ameni canti e versi?
Quanti suoni giocondi in ritmi e versi,
quante divine lode, quante note
de' musici concenti allora l'alma,
che fia beata, sentirà per l'aura
ch'a spasso per li gigli, rose e fiori
la mente moverà con maggior forza.
Qual sì faconda lingua fia, qual forza
d'arte o d'ingegno, ch'in prosa e in versi
esprimer possa quegli ornati fiori
de li sermon di Cristo, e quella note
de la sua voce, che per sì dolce aura
penetra i cor e dona vita a l'alma?
Oh che dolcezza sente allora l'alma,
ch'avendo posto ogni suo studio e forza
ne le virtuti, a volo sopra l'aura
condotta a la mercè con inni e versi
d'angelici stromenti, voci e note,
alberga negli odor d'eterni fiori.
Oh come ameni son que' prati e fiori
per quai ogniora festeggiando l'alma
Dio sommo loda, ma con maggior note
fia di canto vocal, e con più forza
de' spirti, quando con sonori versi
spirerà l'alma al corpo unito l'aura.
Manda l'aura, Signor, e apre i fiori,
e porge i versi del tuo spirto a l'alma,
che per forza d'amor senta tue note.