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"Colti v'ho pur", fischiando allor qual angue,
Polifemo gridò, "nell'empia tresca;
Ma se l'usato in me vigor non langue,
Aci, non fia che tu di mano or m'esca.
Dal seno il cuor strapparti, e del tuo sangue
Vo' che la spiaggia e 'l mar rosseggi e cresca,
E la perfida vegga il caro esangue
Corpo giacer, di fere orribil esca."
Tacque, e gran sasso svelse, e giù dal monte,
Poiché sopra a sé tutto alzato l'ebbe,
Lo scaglia, ond'Aci allor percosso in fronte
Cadde, e di Galatea tanto gl'increbbe,
Che per seguirla trasformossi in fonte
E nuovo fiume al suo bel mare accrebbe.